Veneto, Lanzarin nuovo assessore alla Sanità. Manterrà anche le altre deleghe

Manuela Lanzarin è il nuovo assessore alla Sanità del Veneto. Sostituisce Luca Coletto che ha assunto il ruolo di sottosegretario alla Sanità.  Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, con proprio decreto, ha assegnato
formalmente all’Assessore Manuela Lanzarin la delega alla Sanità, lasciata da
Luca Coletto il 17 dicembre 2018 a seguito della sua nomina a Sottosegretario di Stato
alla Salute. Continua a leggere “Veneto, Lanzarin nuovo assessore alla Sanità. Manterrà anche le altre deleghe”

In Veneto primo menù d’Italia “Amico dei diabetici”. Coletto: “Da noi 300mila persone”

“Studi specifici hanno dimostrato che l’aspetto terapeutico legato all’alimentazione è in grado di ottenere risultati, sul controllo glicemico, superiori ad interventi farmacologici; in tutti i casi di potenziarne gli effetti, per cui ben vengano tutte le iniziative che portano conoscenza, innovazione e benefici in tal senso. Continua a leggere “In Veneto primo menù d’Italia “Amico dei diabetici”. Coletto: “Da noi 300mila persone””

West Nile, ecco il Piano straordinario della Regione Veneto

E’ stato definito dai tecnici della Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione il Piano Straordinario di Disinfestazione dalle zanzare legato al diffondersi del virus West Nile. L’attuazione concreta è prevista a partire da martedì prossimo, a condizione che sia preceduta da un giorno senza precipitazioni meteorologiche. In caso contrario il “via” slitterà a seconda delle condizioni più o meno favorevoli del tempo. Continua a leggere “West Nile, ecco il Piano straordinario della Regione Veneto”

West Nile, la Regione passa alle maniere forti. Coletto: “500mila euro per la disinfestazione straordinaria”

“Alla luce dell’andamento dei contagi umani del virus West Nile trasmesso dalla zanzara Culex Pipiens, e delle richieste di aiuto giunte dai Comuni, che sulla base delle norme nazionali sono responsabili degli interventi, la Regione del Veneto ha deciso di passare alle maniere forti. E’ in corso di predisposizione un vero e proprio Piano straordinario di disinfestazione a tappeto che potrebbe prendere il via già nei primi giorni di settembre”.

Continua a leggere “West Nile, la Regione passa alle maniere forti. Coletto: “500mila euro per la disinfestazione straordinaria””

West Nile. Assessore Coletto: “84 casi, ma niente allarmi”

Alla data di ieri, in tutto il Veneto, i casi di contagio umano dal virus West Nile ufficialmente registrati dalla Direzione Prevenzione della Regione erano 84, dei quali 59 “lievi” (con febbri) e 25 più gravi con encefalite. Il numero dei decessi è salito a 3, con quello di una persona, peraltro già gravemente malata (tumore in fase terminale). Continua a leggere “West Nile. Assessore Coletto: “84 casi, ma niente allarmi””

Carenze di medici. Coletto incontra il ministro Grillo: “Veneto pronto, altrimenti lo faremo con l’autonomia”

“Per affrontare in concreto e in tempi brevi la carenza di medici che si registra un po’ ovunque in Italia è necessario poter inserire nelle strutture sanitarie gli specializzandi dell’ultimo anno e consentire alle Regioni di assumere medici laureati e abilitati, ancorchè non specializzati. Dopo un incontro avuto con il Ministro Giulia Grillo assieme ai colleghi Gallera della Lombardia, Riccardi del Friuli Venezia Giulia e Viale della Liguria, credo siamo sulla buona strada. Il Veneto è già pronto a procedere”. Continua a leggere “Carenze di medici. Coletto incontra il ministro Grillo: “Veneto pronto, altrimenti lo faremo con l’autonomia””

West Nile. Coletto: “No allarme, Regione, Ulss e Comuni monitorano. Stanziati 1,5 milioni”

“La situazione legata alla presenza in alcune parti del Veneto di focolai di zanzare portatrici della West Nile non desta allarme. E’ un fenomeno che si presenta da anni a ogni estate, favorito dal clima caldo e umido, come adesso. Il sistema sanitario e i Comuni stanno collaborando attivamente e la decina di casi di contagio umano fin qui registrati sono la dimostrazione che, dal punto di vista clinico, la capacità di diagnosi e conseguentemente di cura dei nostri ospedali è massima”. Continua a leggere “West Nile. Coletto: “No allarme, Regione, Ulss e Comuni monitorano. Stanziati 1,5 milioni””

Venezia Summer School: esperti di 12 Paesi e del Veneto a confronto su “Qualità dell’assistenza”  

La dodicesima edizione della “Summer School” in sanità, confronto internazionale a
tutto campo sul presente e il futuro della Sanità e sulle migliori modalità con cui
organizzare de erogare i servizi ai malati, nell’ambito del quale sessioni tecniche di
lavoro tra esperti di tutto il mondo si alternano a momenti di approfondimento
comune, in corso all’Isola di San Servolo a Venezia, ha riservato una gradita sorpresa
alla sanità veneta: la promozione a pieni voti da parte dell’European Observatory on
Health and Policies. 

Come ha sottolineato Josep Figueras (Director European Observatory on Health Systems and Policies –Bruxelles), “L’esempio del Veneto è molto importante, perché è storia di buona pratica. Presenti nell’Osservatorio ci sono 12 Paesi e un’unica Regione, il Veneto. Il Veneto è presente perché ha una sanità che può fare scuola in Europa, è seduto ai tavoli che contano, offre innovazione, buone pratiche, ed è una regione banchmark. Il Veneto da anni ha collaborazione con molti altri organismi internazionali. Qui a Venezia faremo un’analisi dei diversi sistemi e li confronteremo. Il Veneto ha presentato molte buone pratiche, pensiamo all’importanza di Azienda Zero che ha permesso di ottimizzare le risorse, effettuare risparmi e sostenere le Aziende sanitarie”.

L’Osservatorio non valuta solo quello che è stato fatto, ma guarda avanti e programma, indica  a chi eroga salute la strada da fare.

Il tema di quest’anno è la Qualità dell’assistenza: migliorare l’efficacia, la sicurezza e il livello di soddisfazione”,. Nella Summer School presentiamo una visione ampia, le diverse esperienze. C’è un insieme di professionalità provenienti da diversi Paesi che si confrontano. Reinhard Busse – Direttore della Summer School ha sottolineato come il confronto fra chi eroga salute sia il punto cardine. “L’obiettivo è quello di implementare la qualità dell’assistenza ed è questo il fine della Summer School. Per chi amministra è importante poter avere  a disposizione le diverse strategie, ma soprattutto poter ottenere feedback su quanto messo in atto al fine di riuscire ad allocare in modo corretto le risorse”.

La Regione del Veneto sta già lavorando con l’European Observatory alla tredicesima  edizione che si realizzerà nel 2019 sempre a Venezia e sarà incentrata sulla tematica relativa alla composizione professionale del personale sanitario.

Per l’assessore Luca Coletto, presente all’apertura dei lavori “Sono 12 anni che ci confrontiamo su quelli che sono i sistemi sanitari a livello europeo e sono 12 anni che misuriamo il sistema sanitario veneto per poterlo sempre migliorare. Mettere a confronto come facciamo con la School i saperi dei migliori sistemi sanitari d’Europa, può solo che far evolvere il sistema sanitario che in Veneto è già eccellente. Noi siamo fieri di aver collaborato con l’Osservatorio.  Il Veneto ha sempre fatto una programmazione attenta e accurata, siamo la regione che dà una risposta a tutti i livelli essenziali d’assistenza e l’Osservatorio serve anche per migliorare la programmazione socio sanitaria in Veneto. E sono tutti questi passaggi fondamentali perché ricordo ancora una volta che noi usiamo i soldi dei cittadini e a livello europeo siamo tra quelli che costano meno, anche se abbiamo un sistema universale che cura tutti”.

Un percorso di buone pratiche ricordato anche dal direttore di Sanità e Sociale del Veneto Domenico Mantoan. “In un contesto come quello italiano non è facile essere innovativo ed è per questo che per noi è fondamentale il confronto con il sistema internazionale. Chi sceglie di fare innovazione, come ha fatto il Veneto, si espone anche a critiche e diventa quindi indispensabile allargare gli orizzonti per “studiare” le buone pratiche che si sono in altri Paesi e confrontarci”.

Da sinistra Josep Figueras, Luca Coletto e Reinhard Busse


 

Nuovo piano socio-sanitario 2019-2023: ecco come cambia l’assistenza

“Questo potrebbe essere un Piano storico, il primo che si occupa di sanità in un quadro di Autonomia della Regione Veneto. Per questo, tra le sue caratteristiche, c’è la flessibilità, per inserire agevolmente e velocemente le novità autonomiste che auspichiamo, e che in questa materia potrebbero essere consistenti”.

Lo dice l’Assessore alla Sanità Luca Coletto, nel giorno in cui approda in Commissione del Consiglio regionale la Proposta di Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023, approvata dalla Giunta e trasmessa al Consiglio a fine maggio.

“I contenuti dell’Intesa alla quale hanno iniziato a lavorare le delegazioni trattanti della Regione e del Governo – dice Coletto – potranno infatti avere un impatto rilevante su alcune principali aree d’intervento lasciate all’autonomia regionale come, solo per fare qualche esempio, la valorizzazione delle risorse umane del Servizio Sanitario Regionale, il sistema tariffario sia sotto il profilo del rimborso che della compartecipazione, la spesa farmaceutica, nuovi Lea”.

 

“Sul piano tecnico – tiene a precisare l’Assessore – va subito sgomberato il campo dalla fake news per antonomasia, quella dei tagli. Questo nuovo Piano è in continuità con quello che volge al termine e, per questo, ha una precisa caratteristica: non si toccano, non si ridimensionano e tanto meno si chiudono gli ospedali pubblici, sui quali si è lavorato riorganizzando molto e bene dove serviva, così come sulla nuova geografia delle Ullss passate da 21 a 9 e sugli aspetti pratici dell’organizzazione, con la nascita di Azienda Zero e con la semplificazione amministrativa”.

“Ci si occuperà quindi, in particolare tra i moltissimi aspetti considerati – aggiunge Coletto – dell’assistenza agli anziani, delle malattie cronico degenerative in costante aumento con il crescere dell’aspettativa di vita, delle necessità della donna e del bambino, dello sviluppo delle strutture intermedie sul territorio, della medicina territoriale, dell’ulteriore crescita e affinamento delle reti, dell’informatizzazione per arrivare al più presto all’introduzione del fascicolo sanitario elettronico, della prevenzione come strumento prezioso di salvaguardia della salute prima che intervenga la necessità di cura, della valorizzazione del personale, del mantenimento e della crescita delle eccellenze diffuse su tutto il territorio, e non solo negli ospedali hub, caratteristica questa che rende la sanità veneta praticamente unica in Italia”.

“Così come unica in Italia – conclude Coletto – è la strategia, che riconfermiamo con assoluta convinzione, della massima integrazione tra sanitario e sociale. E’ più difficile e costoso che non scindere nettamente i due aspetti come si fa altrove, ma è la scelta migliore per garantire a tutte le persone l’assistenza multidisciplinare di cui hanno bisogno”.

Nel Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023, il profilo dei bisogni assistenziali dei veneti viene affrontato con un’analisi dedicata a numerosi ambiti: impatto dello scenario epidemiologico sulla domanda dei servizi sanitari; promozione della salute e prevenzione dei fattori di rischio; salute della donna e del bambino; percorso del paziente in ospedale; presa in carico della cronicità per intensità di cura e di assistenza; malattie rare; salute mentale; integrazione socio sanitaria; governo del sistema e delle aziende; governance del patrimonio informativo socio sanitario; governo della farmaceutica e dei dispositivi medici; governo e politiche per il personale; gestione delle risorse finanziarie e strumentali; ricerca, innovazione e valutazione delle tecnologie sanitarie; rapporti con l’Università.

L’ASSESSORE LANZARIN: “ATTENZIONE ALL’INVECCHIAMENTO”

“Il nuovo piano sociosanitario 2019-2023 è nel solco della continuità, ma guarda avanti alle sfide poste dall’invecchiamento demografico e delle nuove povertà, relazionali e di vita, promuovendo risposte innovative”. Così Manuela Lanzarin, assessore regionale alle politiche sociali, commenta l’inizio del percorso di esame, in Consiglio regionale, della nuova legge di programmazione della sanità veneta e del sistema sociale per il prossimo quadriennio.

Intervenendo a margine della presentazione in quinta commissione, a palazzo Ferro-Fini, l’assessore veneto ricapitola i ‘punti di forza’ delle indicazioni del nuovo piano per il sistema sociale: reti di filiera tra enti, servizi, famiglie e terzo settore; collaborazione tra pubblico e privato; aggiornamento dell’assistenza domiciliare con nuove impegnative più rispettose dei bisogni, più centri sollievo e una rete di assistenti familiari formate e competenti; partecipazione attiva dei beneficiari alla costruzione del modello di protezione e di cura; armonizzazione delle valutazioni e dei servizi in tutto il territorio regionale, con una graduatoria condivisa dei profili di gravità; riqualificazione delle strutture residenziali e semiresidenziali con moduli innovativi e flessibili; piani di zona territoriali, che devono valere da ‘piani regolatori’ dei servizi e degli interventi; potenziamento del ruolo dei 26 distretti sociosanitari.

“Domiciliarità, terzo settore e famiglia sono le parole chiave della ‘rete’ di servizi sociali che il nuovo piano promuove per assicurare assistenza e qualità di vita agli oltre 200 mila veneti non autosufficienti e al target, ben più ampio, degli oltre 800 mila veneti che versano in condizioni di povertà o di fragilità sociale – sintetizza l’assessore – Il nuovo piano persegue gli obiettivi di efficienza e di sostenibilità del welfare, cercando di ottimizzare tutte le sinergie possibili tra pubblico e privato, tra servizi e volontariato e valorizzando. La società cambia velocemente, l’invecchiamento non è necessariamente una patologia ma diventa anche opportunità di ‘tempo liberato’ e di risorsa sociale, le famiglie e le realtà territoriali sono spesso protagoniste di nuove forme di organizzazione e di integrazione sociale. Sono tutte esperienze da valorizzare, come si sta facendo in Veneto con i progetti per il ‘Dopo di noi’ o per le disabilità dell’infanzia”.

“Il principio-cardine della nuova programmazione – conclude l’assessore – è anteporre il criterio del bisogno rispetto a quello dell’età anagrafica, rendendo quindi più flessibili e aderenti alla realtà le definizioni dei profili di gravità, le impegnativa di cura e residenziali, l’organizzazione stesse dei centri di servizio. L’unità di base della programmazione sono i piani di zona, in stretta collaborazione con gli enti locali e le realtà territoriali. Il perno organizzativo sono i 26 distretti socio-sanitari, vera centrale operativa e punto di raccordo tra i servizi e nonché interfaccia con famiglie e utenti. Il loro ruolo, già potenziato con la riforma delle Ulss sarà sempre più centrale per collegare sanità e territorio. Infine, la trasformazione della Ipab in Aziende pubbliche di servizi alla persona e la revisione degli standard autorizzativi e di accreditamento delle strutture esistenti (che hanno una potenzialità di accoglienza di quasi 35 mila posti) sono i due passaggi obbligati che daranno ‘gambe’ e ‘ali’ alla nuova programmazione sociosanitaria”.


 

Il Veneto ha un nuovo Irccs: a Negrar il mega polo per malattie infettive e tropicali

Dopo lo IOV di Padova in oncologia e il San Camillo del Lido di Venezia in neuroscienze, il sistema sanitario veneto si arricchisce di un nuovo, prestigioso Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico nazionale (IRCCS). Continua a leggere “Il Veneto ha un nuovo Irccs: a Negrar il mega polo per malattie infettive e tropicali”