Un vino rosso che non teme l’estate

di Michela Berto*

Con le alte temperature estive il vino bianco è più richiesto in quanto servito fresco a differenza del vino rosso, ma c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, inoltre non è più un tabù servire un vino rosso a una temperatura più bassa. Continua a leggere “Un vino rosso che non teme l’estate”

Il “francese” di Sardegna: “Sentenzia” vecchi vitigni e nuovi sapori

di Michela Berto*

Molti clienti e colleghi mi chiedono come scelgo i vini da inserire in carta e su che basi la compongo, i fattori sono molteplici, per “costruirla” interessante e completa ci vogliono diversi anni. In genere una carta vini “normale” propone vini di tutte le regioni italiane, nelle prime pagine si scrivono le “Bollicine” considerate vino da aperitivo se fresco e fruttato, o da tutto pasto se complesso, a seguire ci sono i bianchi italiani e esteri, cosi per i rossi e per i vini dolci. Continua a leggere “Il “francese” di Sardegna: “Sentenzia” vecchi vitigni e nuovi sapori”

Riconoscimento internazionale a Michela Berto. La sommelier premiata a Parigi

Assegnati i premi 2018 dell’Académie Internationale de la Gastronomie. Il prestigioso riconoscimento, consegnato a Parigi nel corso dell’Assemblea generale dell’Aig è stato consegnato per la sezione Sommelier a Michela Berto, sommelier del Ristorante San Martino di Scorzè, 1 stella Michelin. Continua a leggere “Riconoscimento internazionale a Michela Berto. La sommelier premiata a Parigi”

Frappato di Vittoria, il sole di Sicilia e la passione di Arianna

di Michela Berto*

La terra di Sicilia è uno scrigno che conserva ancora molte realtà naturali incontaminate da conservare e custodire.
Ci andai alcuni anni fa, per partecipare ad un concorso tra colleghi ristoratori, organizzato presso l’azienda vinicola di Arianna Occhipinti, che si trova a Vittoria in provincia di Ragusa, era il mese di luglio, ci accoglie un caldo torrido e asciutto la prima impressione non è stata delle migliori, il paesaggio sembra trascurato non coltivato e lasciato in abbandono, ma nel tempo di poche ore cambi completamente la tua visione e lo trovi selvaggio e naturale, si sentono profumi dimenticati e non trovi la frenesia che ci soffoca nel nostro industrializzato nord.

DSC_0119

Questa regione conserva ancora molte varietà di uve autoctone a piede franco con viti di età tra i settanta e i cento anni sparse in tutta l’isola, soprattutto nella zona dell’Etna ricca di vigneti pre-fillossera, il “Frappato di Vittoria” è un vitigno a bacca rossa e si trova principalmente nel ragusano.
La cantina sorge in un palmeto, struttura in pietra antica dove una volta si pigiava il vino, l’aria che si respira in questo pezzo di Sicilia è leggera e pulita, ricordo che notai subito Arianna, all’epoca non ancora trentenne, esuberante e solare, dagli occhi grandi e scuri, dalla pelle olivastra che contrasta un sorriso sempre acceso, ragazza dal temperamento forte, solare e sincero.

CIMG5917 (5)

Persona decisamente responsabile nel ruolo di viticultrice, assolutamente convinta di avere un patrimonio da salvaguardare e consapevole della ricchezza della sua terra, colgo alcuni passaggi del suo modo di approcciarsi alla coltivazione della vigna e alla produzione del vino.

 “Preferisco lavorare la terra a mano e uso unicamente uve cresciute organicamente senza uso di pesticidi, fungicidi, fertilizzanti chimici o sintetici,
attorno al vigneto lascio le piante, ciò aiuta il terreno ad ossigenarsi e alimentarsi, sono una risorsa nel mantenere la biodiversità e l’equilibrio naturale, mantengo i vecchi cloni di queste uve, usando la selezione massale e l’innesto in campo, in questo modo mantengo le varietà più antiche di uva per esaltare la diversità e creare maggior armonia nei vini valorizzando le caratteristiche date dal territorio,  la raccolta la faccio manualmente ciò mi permette di selezionare il frutto più sano e maturo, questo comporta meno interventi in cantina ottimizzando la fermentazione spontanea con i lieviti indigeni e aggiungendo un bassissimo contenuto di solforosa”

Da queste parole si deduce che l’uva deve essere sana, raccolta al giusto grado di maturazione, possibilmente da vigneti vecchi per avere una qualità costante ogni vendemmia, conoscere le tecniche di cantina, valorizzando le qualità organolettiche del frutto, ciò può essere paragonabile alla cucina, per ottenere un buon piatto devi assolutamente avere gli ingredienti di ottima qualità, freschi, conoscere la materia e saperla lavorare per esaltarne le caratteristiche estetiche e gustative.

il Frappato prodotto da Arianna è una bevanda dal colore rosso rubino scuro, non troppo intenso (assomiglia al pinot nero), appena lo versi  nel calice possiede delle leggere “puzze” che nel giro di qualche minuto scompaiono lasciando spazio alla frutta rossa fresca, dai profumi di ribes, prugna e mirto, è vinoso, aspro e fresco, molto elegante e raffinato, quando lo si degusta è avvolgente e coinvolge tutte le percezioni sensoriali del palato, sicuramente vi sorprenderà, può essere accompagnato a piatti di media struttura, carni bianche, bolliti, pesci grassi e formaggi freschi.
Lo consiglio vivamente


michela-berto-3509870905-1510762079485*Sommelier – Ristorante San Martino

 

Tradizione, autenticità e passione per uno Champagne che non si dimentica

di Michela Berto*

Il motivo per cui una persona decide di sostare in un ristorante può dipendere da svariati motivi, ricordo una coppia francese amanti dell’Italia tanto da ritornarci anche tre quattro volte all’anno, molte di queste cenavano presso il nostro ristorante, fra una chiacchiera e un buon calice di vino, chiedevano informazioni su piccole aziende di qualità poco conosciute in quanto proprietari di una famosa gastronomia di nome “Fossati” sita a Reims, specializzata in prodotti di eccellenza italiana, nasce cosi un rapporto di stima reciproca. Continua a leggere “Tradizione, autenticità e passione per uno Champagne che non si dimentica”

Il vino venuto dal freddo: dolce e raro per un momento di estasi

di Michela Berto*

Alcuni giorni fa ho aperto una bottiglia di vino dolce che mi ha letteralmente estasiata per la sua bontà. Era da tempo che le giravo attorno, in quanto ultima bottiglia rimasta di questo vino dolce, raro, pregiato e costoso. L’occasione mi si è presentata con la richiesta di aprirlo da parte di un collega ristoratore, venuto a pranzo nel mio ristorante assieme al suo staff.  Continua a leggere “Il vino venuto dal freddo: dolce e raro per un momento di estasi”

Un vino unico, da provare per le feste

di Michela Berto*


Un vino unico (forse) al mondo. La prima volta che lo assaggiai fu a una degustazione di vini “naturali”, quella mattina arrivo alla manifestazione, già molto nutrita di colleghi, indaffarati a degustare le nuove proposte, chiedo qua e là se c’e qualche novità interessante, un caro amico che stimo fortemente di nome Tullio mi dice “vai ad assaggiare quel Moscato d’Asti”. Continua a leggere “Un vino unico, da provare per le feste”

Châteaux Mouton Rothschild 1955, esperienza mozzafiato

di Michela Berto*

Il mio lavoro, anzi, la mia passione mi porta molte volte, a condividere con i miei Ospiti la buona tavola.

Circa una decina di anni fa, un affezionato cliente, lo chiamerò Gastone, dopo aver cenato da Noi mi disse “ Michela, mi hanno regalato una bottiglia di vino francese, volevo sapere se era buono”, Continua a leggere “Châteaux Mouton Rothschild 1955, esperienza mozzafiato”

In alto i calici, cominciamo a parlare di vino

di Michela Berto*

Mi presento,
Mi chiamo Michela e lavoro in un ristorante.
Principalmente mi occupo dell’accoglienza, seguo il percorso dei nostri ospiti consigliandoli se mi è richiesto, sulla scelta dei piatti e dei vini per il tempo che sostano ai nostri tavoli.

Continua a leggere “In alto i calici, cominciamo a parlare di vino”