Pfas, la Regione si insinua nel fallimento Miteni e chiede 4,8 milioni

La Regione Veneto, con un atto depositato presso la Sezione Fallimentare del Tribunale di Vicenza, ha chiesto di essere ammessa al passivo del fallimento della Miteni Spa per un totale di 4 milioni 828 mila 570 euro per una serie di spese sostenute a seguito dell’inquinamento da Pfas.

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GenX, Procura inadempiente? Esposto di Businarolo e Cunial (M5S) al Csm

La Procura della Repubblica di Vicenza è stata inadempiente sul caso Miteni? È quanto chiedono le deputate Francesca Businarolo e Sara Cunial del Movimento 5 Stelle con un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, per accertare se ci siano state eventuali mancanze da parte della procura berica rispetto alle iniziative da prendere, a tutela della popolazione, per contrastare l’emergenza ambientale legata alla Miteni,azienda di Trissino attiva nell’industria chimica e il cui nome è inevitabilmente associato allo scandalo Pfas.

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Pfas, conclusioni della commissione. Bottacin: “Veneto modello nazionale di virtuosita’”

“La relazione della commissione regionale di inchiesta sui PFAS ha fatto emergere in maniera chiara alcuni punti che per molti non erano per nulla scontati. A cominciare dall’assenza di una disciplina europea e statale in materia di limiti alla presenza di sostanze perfluoroalchiliche”. Così  l’assessore regionale all’ambiente, Gianpaolo Bottacin, commenta la relazione finale della Commissione d’inchiesta sull’inquinamento da PFAS, approvata oggi dal Consiglio veneto, ringraziando i consiglieri per il lavoro svolto. Continua a leggere “Pfas, conclusioni della commissione. Bottacin: “Veneto modello nazionale di virtuosita’””

Pfas, già coinvolte nella sorveglianza 17.605 persone. Sostanze nel 50% dei monitorati

A oggi, le persone coinvolte nel Piano di Sorveglianza Sanitaria attivato dalla Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione in relazione all’inquinamento da PFAS verificatosi in alcune parti del territorio veneto, sono 17.605. Continua a leggere “Pfas, già coinvolte nella sorveglianza 17.605 persone. Sostanze nel 50% dei monitorati”

Pfas, il Veneto attivo con le Procure già dal 2013

In merito a notizie di stampa sull’inchiesta per inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) condotta dalla Procura della Repubblica di Vicenza, l’ufficio stampa della Giunta regionale puntualizza quanto segue: Continua a leggere “Pfas, il Veneto attivo con le Procure già dal 2013”

Pfas. Bicamerale: fissazione dei limiti spetta al Governo. Veneto: “Adesso dateci la calamità naturale”

Riconoscendo quanto fatto dalla Regione del Veneto, che ha definito i limiti di presenza nelle acque per alcuni inquinanti della famiglia dei Pfas, la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati nella sua relazione di aggiornamento, recentemente approvata, afferma esplicitamente che “sarebbe necessario definire in modo completo la fissazione dei limiti per tutti i Pfas e in tutte le matrici ambientali, e tale compito spetta al Ministero dell’ambiente”.

L’assessore veneto all’ambiente Giampaolo Bottacin, facendo il punto della situazione insieme ai tecnici della Regione e al direttore generale di ARPAV, ha evidenziato con soddisfazione che, a tre anni di distanza, la Commissione bicamerale mette finalmente un punto fermo alle polemiche su chi doveva fare cosa in materia di inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas): la competenza nella fissazione dei limiti è del governo, non della Regione, come del resto previsto dagli articoli 75 e 101 del decreto legislativo 152/2006.

“Non per questo siamo stati fermi – ha aggiunto – e siamo intervenuti immediatamente per far fronte a questa forma di inquinamento che rappresentava una novità. Ora siamo all’avanguardia a livello nazionale ed europeo, grazie all’enorme lavoro messo in campo in questi anni. Stiamo procedendo su più fronti: acque potabili, scarichi industriali, caratterizzazione del sito della Miteni in vista della bonifica. L’obiettivo unico della nostra azione è la salvaguardia ambientale e la tutela della salute dei cittadini, anche se per la soluzione definitiva del problema ci vorrà ancora tempo”.

Da parte sua il direttore generale di ARPAV a coordinatore della Commissione regionale “Ambiente e Salute” ha illustrato due dei fronti aperti: da un lato, la relazione della Commissione bicamerale rafforza le considerazioni già all’esame della Protezione Civile nazionale e del Ministero dell’Ambiente con cui è stata accompagnata la richiesta dello stato di emergenza, in accordo con i due consigli di bacino degli enti gestori del servizio idrico. Dall’altro, l’Agenzia ambientale del Veneto è divenuta il punto di riferimento della rete nazionale delle ARPA su questo tema e sulle modalità con cui affrontare altri inquinanti emergenti.

I tecnici della Regione hanno poi fatto presente che, a seguito dell’accordo raggiunto qualche giorno fa in sede di conferenza dei servizi, sono state avviate indagini e analisi integrative dei terreni nello stabilimento Miteni di Trissino con carotaggi a maglia stretta, per consentire di individuare i punti cruciali della fonte inquinante e intervenire con la bonifica. Modifiche idrogeologiche del sottosuolo hanno provocato di recente un abbassamento della falda che, avendo modificato in parte il suo percorso, ha fatto registrare un leggero peggioramento per quanto riguarda la presenza di Pfas. La barriera bloccante a valle comunque funziona perfettamente e dagli acquedotti, grazie ai filtri a carboni attivi, esce acqua senza tracce di inquinanti. Su questo aspetto specifico dell’assetto idrogeologico dell’area è stata chiesta la collaborazione di un esperto dell’Università di Milano, che andrà ad aggiungersi a quelle già in atto con gli atenei di Padova e Verona e, tramite quest’ultima, anche con l’Università La Sapienza di Roma.

Il problema Pfas viene quindi analizzato a 360 gradi coinvolgendo i migliori ricercatori a livello nazionale, per arrivare a rimuovere completamente la fonte di pressione dell’inquinamento. La rete di monitoraggio regionale tiene sotto controllo anche i siti per lo stoccaggio dei rifiuti, per l’eventuale presenza di Pfas.

Insieme al Ministero dell’ambiente si sta facendo ora gioco di squadra per fare pressione sull’Unione Europea – ha concluso l’assessore – perché è quella la sede deputata a prendere decisioni per inibire del tutto l’uso di queste sostanze nei cicli produttivi.


 

Testosterone inibito? Colpa dei Pfas. La scoperta del professor Foresta

In molti studi sperimentali negli ultimi anni è stato ipotizzato che le sostanze perfluoroalchilanti (PFAS) possono agire come interferenti endocrini. Negli animali da laboratorio esposti ai PFAS sia in fase embrionale che post-natale, lo sviluppo del sistema riproduttivo può subire modificazioni strutturali caratterizzate da un ridotto volume del testicolo e da una riduzione del numero di spermatozoi, con conseguente riduzione della fertilità.

Pfas. Il ministro Lorenzin: “Non sono stata informata”. Ma ecco i documenti

E’ la guerra del “sapevo e non sapevo”.  Sulla vicenda Pfas il ministro Lorenzin sostiene di essere stata all’oscuro circa la strada intrapresa dalla Regione per depurare il sangue e dall’altra il Veneto sfodera carte e pareri degli esperti. Ultimo in ordine di tempo arriva il resoconto stenografico degli Atti Parlamentari della seduta nr. 900 di mercoledì 13 dicembre 2017 della Camera dei Deputati, nel corso della quale, rispondendo durante il question time a un’interrogazione a risposta immediata presentata da alcuni Parlamentari, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha affrontato l’argomento della plasmaferesi offerta ai cittadini del Veneto il cui sangue è risultato contaminato da sostanze perfluoroalchiliche. Continua a leggere “Pfas. Il ministro Lorenzin: “Non sono stata informata”. Ma ecco i documenti”

La guerra dei Pfas, la Regione: ecco tutti i documenti che autorizzavano le terapie

Un braccio di ferro molto duro, senza alcuna esclusione di colpi. La guerra tra Regione Veneto e Ministero della Salute in tema di Pfas e di “cure” messe in campo non si può certo definire “fredda”. Dopo la visita del Nas in Regione per verificare se le procedure messe in campo dal Veneto per “depurare” il sangue dei contaminati dai Pfas siano state corrette e le accuse mosse dal Ministero di aver agito senza supporti scientifici, la Regione non solo sfodera il parere degli esperti, ma rende noti anche i documenti che l’autorizzavano a percorrere tale strada. Continua a leggere “La guerra dei Pfas, la Regione: ecco tutti i documenti che autorizzavano le terapie”

Pfas: plasmaferesi funziona: abbattimento nel sangue tra 35-68%. I Nas acquisiscono in Regione. Mantoan: “Solidissime nostre basi scientifiche”

La plasmaferesi e lo scambio plasmatico, le due tecniche utilizzate dai sanitari del Veneto per abbattere la presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas e Pfoa) nella popolazione interessata al grave inquinamento di queste sostanze verificatosi in alcuni Comuni delle province di Vicenza, Verona e Padova, funzionano e, sinora, con un centinaio di casi trattati, senza il verificarsi di effetti collaterali, hanno determinato una discesa media di presenza di inquinanti nel sangue pari al 35% con la Plasmaferesi, e del 68% con lo scambio plasmatico. Continua a leggere “Pfas: plasmaferesi funziona: abbattimento nel sangue tra 35-68%. I Nas acquisiscono in Regione. Mantoan: “Solidissime nostre basi scientifiche””