Giorgetti: “Oggi 35 amministratori veneti aderiscono a Fratelli d’Italia”

“Oggi 35 amministratori locali, in rappresentanza di 25 comuni della provincia di Verona, hanno deciso di entrare in Fratelli d’Italia, aderendo cosi al progetto lanciato da Giorgia Meloni per costruire la seconda forza politica del centrodestra”. Continua a leggere “Giorgetti: “Oggi 35 amministratori veneti aderiscono a Fratelli d’Italia””

L’estrema destra e il ruolo delle donne

di Corrado Poli*

Nei movimenti di estrema destra tradizionali le donne costituivano una percentuale ridotta degli attivisti. Se vi partecipavano, dovevano sostenere un ruolo di supporto e non di leadership. Un po’ come nella Chiesa Cattolica in cui le donne non possono essere ordinate sacerdoti e tanto meno aspirare a diventare vescovi o cardinali come avviene in numerose denominazioni evangeliche, nell’Islam e nel giudaismo riformati. Continua a leggere “L’estrema destra e il ruolo delle donne”

Gava: Fi non ha scampo scelga un nuovo leader per tentare di rinascere

di Giorgio Gasco*

Forza Italia? Non pervenuta in Veneto. Dopo la defezione di Massimo Giorgetti, eletto in Regione nel 2015 con i colori azzurri, che ha scelto di tornare in pompa magna nella sua casa politica di orgine, Fratelli d’Italia eredi del Msi, prima, e An dopo, il partito del sempreverde Silvio Berlusconi non ha più alcun rappresentante in Consiglio regionale. Continua a leggere “Gava: Fi non ha scampo scelga un nuovo leader per tentare di rinascere”

Gava: Forza Italia in Veneto, ecco i motivi della crisi

Trevigiano, laureato in giurisprudenza, avvocato civilista, può vantare un buon curriculum professionali e di trascorsi politici, che hanno inizio nel Partito Liberare per poi proseguire in Forza Italia della quale è stato coordinatore regionale del Veneto dal 1996 al 1998. Nel 1994 ha risposto “sì” alla chiamata del partito di Berlusconi e vinte le elezioni regionali del 1995, Giancarlo Galan lo ha voluto come assessore della sua Giunta restando in regione fino al 2008 per poi passare in Parlamento. Continua a leggere “Gava: Forza Italia in Veneto, ecco i motivi della crisi”

Bisato (Pd): per noi segnali di ripresa nonostante la popolarità di Zaia

di Giorgio Gasco*

Le primarie del Partito Democratico sono confermate per il 3 marzo prossimo e si fa più dura la lotta interna al partito per posizionarsi e scegliere il cavallo vincente. Dopo il ritiro dalla corsa di Matteo Richetti che ha deciso di appoggiare il segretario uscente Maurizio Martina, i candidati al vertice dei dem sono sette: oltre ai tre big Luca Zingaretti (governatore del Lazio), Marco Minniti(ex ministro dell’Interno) e Martina (ex ministro dell’Agricoltura), anche Francesco Boccia, Dario Corallo, Cesare Damiano e la new entry Maria Saladino. Continua a leggere “Bisato (Pd): per noi segnali di ripresa nonostante la popolarità di Zaia”

Veneto. Forza Italia e Pd sull’orlo della crisi senza progetto né identità

di Giorgio Gasco*

Forza Italia e Pd, due facce della stessa crisi. Non è da ieri, cioè dai ballottaggi per le elezioni amministrative 2018, che i due partiti sono accomunati dalla stessa sorte che fa ipotizzare, sullo sfondo, la dissoluzione delle rispettive esperienze politiche. Continua a leggere “Veneto. Forza Italia e Pd sull’orlo della crisi senza progetto né identità”

L’opinione. Donazzan: “Partito unico di centrodestra? Lavoro da tempo per questo”

“Il tempo è cambiato, i temi sono cambiati e l’elettorato vuole chiarezza nelle risposte, determinazione nell’azione politica e semplificazione del quadro partitico” questo il commento a caldo dell’Assessore Regionale del Veneto Elena Donazzan alle posizioni su un eventuale partito unico di centrodestra espresse ieri dal leader della Lega e Ministro degli Interni Matteo Salvini a margine della firma del nuovo protocollo di legalità per la Pedemontana Veneta a Venezia. Continua a leggere “L’opinione. Donazzan: “Partito unico di centrodestra? Lavoro da tempo per questo””

I due volti della politica: il despota illuminato e il pastore-pecora

di Robin

In coloro i quali praticano la politica covano spesso due personalità latenti opposte, ma altrettanto perniciose: il despota illuminato e il pastore-pecora che segue il gregge. Il primo – di solito un intellettuale prestato alla politica – è convinto di agire per il bene di tutti, che tutto sia possibile e immediato purché lo si lasci fare. Nel migliore dei casi non combina niente, nel peggiore fa disastri materiali o politici; di solito finisce in breve tempo nel dimenticatoio travolto da insulti, scherni e dall’ira di chi aveva illuso. Spesso si tratta di anime tanto ingenue quanto presuntuose e talora persino generose, ma ignoranti della complessità delle cose umane. Per difendersi da questo primo tipo di politico ci sono due modi: l’uno imporgli almeno due anni di psicanalisi prima di affidargli incarichi di governo al fine di rimuovere dal suo inconscio questa personalità latente che lo induce a credere di sapere tutto; l’altra fargli fare la necessaria gavetta politica prima di assegnargli compiti politici.

La seconda personalità, per quanto opposta, è altrettanto deleteria. Questo secondo tipo di politico non ha idee né si sforza di averle. E fin qui non sarebbe una tragedia poiché la società le propone autonomamente. Il problema è che per paura di non conservare la carica – che è tutto quello che ha e vuole – ostacola qualsiasi innovazione e si circonda di persone simili a lui, ma più stupide in modo che non possano nuocergli.

Queste due personalità politiche sono fragili di fronte alla corruzione. Il despota illuminato perché viene imbrogliato incolpevolmente da chi conosce i trucchi del mestiere e gli rifila tutto quello che vuole. Oppure perché, prima o poi, cade nello sconforto e nella delusione, quindi, visto che tutto fa schifo, tanto vale adeguarsi. Il pastore-pecora perché, non avendo idee, è facile preda di chi gli propone e garantisce affari in cambio della conservazione della posizione. Per fortuna non tutti sono così e ci sono anche persone esperte, modeste, capaci e concretamente innovative.


 

Martella: il Pd sull’orlo del burrone. Ora serve un congresso rifondativo

di Giorgio Gasco*

Governo di transito che porti alle elezioni, basato su centrodestra-5 Stelle. Governo di tregua con una guida indicata dal Capo dello Stato. Governo salvagente con Lega e 5Stelle. Un bel rebus per il Quirinale, al quale cercherà di dare soluzione Sergio Mattarella nei prossimi giorni. Un bel rebus anche per i partiti che, a due mesi e oltre dal voto politico, non hanno saputo concretizzare il loro tesoretto elettorale. Oggettivamente non potevano fare altro. Continua a leggere “Martella: il Pd sull’orlo del burrone. Ora serve un congresso rifondativo”