Veneto. Approvato il bilancio, conti in salute

La Giunta regionale ha approvato il Bilancio consuntivo 2018 che, ora, sarà sottoposto al vaglio della Prima Commissione consiliare prima di approdare all’aula del Consiglio regionale per il voto definitivo. Un rendiconto generale per un valore complessivo di 16.486.356.420,13 euro con entrate e spese in pareggio. Continua a leggere “Veneto. Approvato il bilancio, conti in salute”

Pfas. Nel Po C6O4 quasi 2mila volte superiori che sotto Miteni. La Regione porta i dati in Procura

La Regione del Veneto porterà alla Procura della Repubblica i dati dei rilevamenti nelle acque del Po che confermano una presenza di PFAS di nuova generazione a livelli anomali. Continua a leggere “Pfas. Nel Po C6O4 quasi 2mila volte superiori che sotto Miteni. La Regione porta i dati in Procura”

Scuola di Medicina Generale: 150 nuovi studenti medici a Montecchio Precalcino iniziano 3 anni di studio

Sono oltre 150 i giovani medici arrivati a Montecchio Precalcino (VI) in una storica exresidenza sanitaria della nostra Regione, già sede della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, individuata anche quale nuova sede per la Scuola regionale di formazione specifica in medicina generale.

A dare il saluto di benvenuto ai medici, ai Direttori generali, e ai formatori presenti, il professor Santo Davide Ferrara, presidente della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica che ha ricordato i fini e i programmi della Fondazione, nata nel 2014 per diventare operativa nel 2015 a seguito di una importante intuizione che ha portato ad una delibera della Giunta. Fondazione pensata con il fine di organizzare anche dal punto di vista culturale, la formazione d’eccellenza del personale del servizio socio sanitario, puntando ad efficienza e qualità e che ha quale obiettivo anche quello di costituirsi in rete per collaborare con le altre istituzioni. “Nell’ambito delle finalità che la Regione ha inteso darsi esiste una particolare attenzione all’assistenza primaria – ha ricordato il professor Ferrara – dando ancor più valenza e peso all’attività dei Medici di Medicina Generale che deve calarsi in quella che viene chiamata la medicina del valore, quella cioè del rapporto tra medico e paziente che è elemento fondamentale all’interno del Sistema socio sanitario, non solo per quanto riguarda l’assistenza primaria, ma anche nei percorsi successivi, come ad esempio nella riabilitazione”.

Maria Cristina Ghiotto, direttore UO Cure primarie e strutture socio sanitarie territoriali e presidente del Comitato scientifico della Scuola ha sottolineato il ruolo del Medico di Medicina Generale nell’abito del Sistema socio sanitario regionale: “Vi è la necessita di misurare i bisogni a cui dobbiamo dare risposta, e questo implica la capacità di organizzare l’assistenza anche attraverso modelli innovativi – ha chiarito – I bisogni sanitari nella Regione sono cambiati. Nel Veneto ci sono 3 ultra 65enni ogni 2 giovani sotto i 14 anni. La cronicità è la sfida che tutti ci troviamo a dover affrontare. Il 31 per cento degli abitanti ha almeno una esenzione per patologia, con un incremento significativo negli ultimi 3 anni. Esiste poi l’emergente problema della fragilità, prendiamo in carico sempre più pazienti cronici. La Regione si è dotata di un sistema che riesce a mettere assieme tutte

le informazioni di un paziente e questo ci permette di qualificare il bisogno della nostra popolazione assistita e quindi organizzare al meglio la nostra assistenza”. Ma cambia anche il ruolo del paziente. “Il paziente deve diventare parte attiva della cura, deve assumere stili e comportamenti adeguati – aggiunge Ghiotto – Bisogni in aumento a fronte di risorse che però sono finite. Notiamo che pazienti e famiglie ricercano sempre più risposte tempestive e sono sempre più informate. Come programmatori abbiamo la necessità di avere modelli d’assistenza che superino la prestazione e che coinvolgano il paziente nel percorso. Oltre a dover rispondere a bisogni che sconfinano nel sociale, percorso che ci obbliga a lavorare sempre più in team.”. In Veneto oggi ci sono 3100 medici di Medicina generale, il 17 per cento lavora singolarmente e il 50 per cento in Medicine di Gruppo e Medicine di Gruppo integrate. Il 54 per cento è uomo, il 63 per cento ha più di 60 anni. “Cosa si aspetta la Regine dai Medici di Medicina Generale? – ha precisato Ghiotto – che sia il punto di riferimento per i pazienti, deve essere competente, sentirsi parte del sistema sanitario, integrato con le altre professioni ed organizzato per garantire una presa in carico della cronicità. E soprattutto che sia appropriato, che significa prescrivere il giusto”.

Il ruolo dei Medici di Medicina Generale e l’importanza che riveste una formazione rispettosa delle mutate esigenze dei pazienti e del sistema socio sanitario regionale, sono i temi affrontati dai componenti del comitato scientifico dott. Maurizio Cancian, dott. Bruno Di Daniel, dott. Stefano Ivis e dott.ssa Caterina Pastori.

Domenico Mantoan, Direttore generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto ha sottolineato l’importanza del ruolo del Medico di Medicina Generale all’interno di un sistema complesso ed efficiente come quello Veneto. “Con questa iniziativa confermiamo il ruolo che ha nel Sistema sanitario il Medico di Medico Generale e insegniamo tra le altre cose ai giovani medici l’organizzazione del Sistema Socio Sanitario veneto che è una organizzazione sofisticata e complessa e deve essere conosciuta e compresa per poter interpretare al meglio la filosofia del nostro Piano socio sanitario regionale”. “Il vostro è uno dei lavori più belli del mondo. Per la Regione la Scuola di Medicina generale è una istituzione di massima importanza. Lavorerete in un contesto organizzativo dove il livello delle cure primarie è tra i migliori del mondo. Avete un ruolo importante, aiutare i sani a mantenere il bene della salute e accompagnare i cronici. Dovrete imparare a lavorare assieme a figure importanti quali i colleghi delle altre professioni sanitarie, gli specialisti e gli altri medici di medicina generale.”

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SCUOLA DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE

LA LEGGE Il D. Lgs. 368/99 e s.m.i.1, prevede che il diploma di formazione specifica in Medicina Generale si consegue a seguito di un corso di formazione della durata di tre anni.

L’attivazione del Corso e la determinazione dei posti disponibili per ciascuna Regione avviene d’intesa tra le Regioni e il Ministero della Salute in relazione al fabbisogno previsto ed alle risorse disponibili.

IL RUOLO DELLA FONDAZIONE SCUOLA DI SANITA’ PUBBLICA La L.R. n. 48/2018 “Piano socio sanitario regionale 2019-2023” affida l’organizzazione didattica e la gestione del corso di formazione specifica in medicina generale alla Fondazione Scuola di Sanità Pubblica. La Fondazione, individuata tra i soggetti di riferimento per il sistema di governo delle Aziende, quale ente strumentale, è stata istituita dalla Regione del Veneto nel 2014 e si occupa di formazione e ricerca a supporto dello sviluppo professionale e manageriale dei professionisti che lavorano nel Sistema Sanitario Regionale del Veneto.

La Regione del Veneto negli anni ha sviluppato la Scuola regionale di formazione specifica in medicina generale, finalizzata al miglioramento ed allo sviluppo delle competenze di futuri Medici di Medicina Generale.

La DGR n. 1763/2018 ha affidato alla Fondazione Scuola di Sanità Pubblica l’organizzazione didattica della formazione specifica in medicina generale a partire dal XIV corso triennale individuando quale sede operativa per le attività Villa Nievo Bonin Longare di Montecchio Precalcino (VI), già sede operativa della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica.

I REQUISITI DI AMMISSIONE L’ammissione al Corso triennale avviene a seguito di concorso che prevede una prova scritta il cui punteggio determina la posizione del candidato in graduatoria regionale. I medici che hanno sostenuto la prova per l’ammissione al XIV Corso erano circa 650, di questi 564 sono stati valutati idonei e saranno ammessi fino a concorrenza dei posti disponibili.
Anche in risposta alla criticità del turn over dei professionisti e alla carenza di medici, col XIV Corso c’è stato un significativo incremento del numero di corsisti ammessi (precedentemente 60 allievi, ora 126 più soprannumerari2).

IL NUMERO DEGLI ALLIEVI Saranno pertanto circa 150 gli allievi che intraprenderanno il percorso formativo per conseguire il Diploma a partire dal 27 marzo. A novembre 2019 è previsto l’avvio del XV Corso triennale per altrettanti studenti.

IL PERCORSO DI STUDI II percorso didattico della Scuola di formazione specifica in medicina generale deve garantire il raggiungimento delle competenze professionali disciplinari attraverso una formazione teorica e pratica che includa acquisizione di adeguate abilità cliniche-organizzative e relazionali. I medici saranno suddivisi in classi di circa 25 studenti ciascuna. A ciascuna classe saranno assegnati due tutor di riferimento che accompagneranno gli studenti per parte delle docenze e attraverso momenti di approfondimento mirato. La metodologia didattica utilizzata ricomprende tutte le tecniche della didattica tutoriale attiva quali, ad es.: la presentazione integrata, l’esercitazione su questionario, griglia di analisi, caso o situazione clinica, il role playing, la dimostrazione o esperienza guidata, la simulazione, le prove di esecuzione diretta di skill pratiche (OSCE), il saggio, il tema, la descrizione, il film, il progetto, lo studio, la produzione e la presentazione di strumenti o procedure di management professionale specifico, la produzione dei disegni di ricerca di audit per la tesi finale. Durante l’intero percorso gli studenti saranno valutati dai tutor responsabili delle singole attività teoriche e nei tirocini; al termine del triennio è richiesto di redigere una tesi.

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FREQUENZA OBBLIGATORIA La frequenza obbligatoria comporta nel triennio un impegno a tempo pieno, per un totale di 4.800 ore, un terzo delle quali di natura teorica, i restanti due terzi di attività pratica da svolgersi nelle strutture ospedaliere e territoriali del Sistema socio sanitario regionale e presso gli ambulatori dei Medici di medicina generale accreditati e appositamente formati per svolgere il ruolo di tutor.

Per i medici abilitati dopo il 31 dicembre 1994 il possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale costituisce requisito necessario per l’iscrizione alla graduatoria unica regionale della medicina generale finalizzata all’accesso alle convenzioni con il SSN in qualità di medico di Medicina Generale e consente di poter svolgere l’attività di medicina generale presso altri Paesi dell’Unione Europea in conformità al reciproco riconoscimento dei titoli e diplomi di cui all’Allegato E del citato D. Lgs. 368/99.
IL COMITATO DIDATTICO SCIENTIFICO Nell’ambito della Fondazione è stato istituito un Comitato didattico scientifico composto dal Direttore dell’U.O. Cure primarie e Strutture Socio-Sanitarie territoriali dott.ssa Maria Cristina Ghiotto e da altri 4 membri di comprovata esperienza nell’ambito formativo dell’assistenza primaria ed in rappresentanza della medicina generale, col compito di Programmare l’attività formativa in coerenza con le linee di indirizzo nazionale e regionale, pianificare annualmente gli eventi formativi, individuare il corpo docenti, valutare il regolare andamento dei corsi e valutare la qualità del corso triennale.

LA BORSA DI STUDIO Ai medici, durante tutto il periodo di formazione specifica in medicina generale, viene corrisposta una borsa di studio mensile e devono garantire un impegno orario pari a 100 ore mensili per l’attività didattica pratica, oltre alla frequenza alle lezioni teoriche.

LA SEDE La Fondazione ha ampliato i propri spazi presso la sede operativa di Montecchio Precalcino per ospitare la didattica e la segreteria organizzativa della Scuola. Nell’arco di un paio d’anni si prevede che i medici frequentanti saranno oltre 500.


 

“Progetto Mercurio”, volanti della Polizia con intelligenza artificiale. Zaia: “Legalità e Sicurezza”

“Consentire agli equipaggi della Volanti della Polizia di disporre di un’intelligenza
artificiale che di fatto è una centrale operativa nell’auto è una rivoluzione. Una
rivoluzione che per noi significa legalità e sicurezza; esattamente una delle richieste
più pressanti che ci viene dai cittadini”. Continua a leggere ““Progetto Mercurio”, volanti della Polizia con intelligenza artificiale. Zaia: “Legalità e Sicurezza””

Adozioni, più aiuti alle famiglie: 420mila euro per le equipes territoriali

La Regione Veneto da oltre trent’anni affianca e supporta le famiglie disponibili all’affido e all’adozione. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al sociale,  ha approvato anche per il biennio 2018-2019 la prosecuzione del Sistema Veneto Adozioni, progetto territoriale e multidisciplinare che coinvolge enti pubblici e associazioni private, la rete dei consultori delle Ulss e i Comuni nel lavoro di informazione, sensibilizzazione, formazione e accompagnamento delle famiglie adottive.

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Data storica, siglato l’accordo Regione-Comune per il nuovo ospedale di Padova

Il 21 dicembre 2017 entrerà probabilmente nella storia della sanità veneta e padovana. Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il Sindaco di Padova Sergio Giordani hanno infatti firmato oggi l’Accordo che porterà alla realizzazione del Nuovo Policlinico di Padova e del Veneto nell’area individuata a Padova Est e alla riqualificazione dell’attuale ospedale di via Giustiniani. Un’operazione valutabile in circa 700 milioni di euro complessivi d’investimento (circa 500 per il nuovo ospedale e circa 200 per il Giustinianeo), che porterà a realizzare novecento posti letto ad altissima specializzazione nel nuovo Policlinico a Padova Est e altri novecento, con funzioni diverse e non sovrapposte, all’attuale nosocomio, opportunamente riqualificato. Continua a leggere “Data storica, siglato l’accordo Regione-Comune per il nuovo ospedale di Padova”

Veneto 2017, terza regione per ricchezza, vola l’export. Più fiducia nelle famiglie

(GiGa) Chiuso il 2017, è tempo di bilanci e di previsioni per l’anno nuovo. A tirare le somme è il Bollettino socio economico del Veneto pubblicato dalla Regione che propone un’analisi dei principali dati disponibili da fonti ufficiali relativi al contesto nazionale, del Prodotto interno lordo del Veneto, all’andamento delle imprese, del mercato del credito e immobiliare, del turismo, dell’agricoltura e vino, della mobilità e trasporti (compresi gli incidenti stradali), dell’ambiente ed energia, del lavoro, della popolazione e società, dei giovani e istruzione, dell’interscambio commerciale. Continua a leggere “Veneto 2017, terza regione per ricchezza, vola l’export. Più fiducia nelle famiglie”

Vaccini, la Corte Costituzionale boccia il Veneto: legge legittima. Zaia: questa è coercizione

La legge sui vaccini obbligatori è giustificata dal contesto attuale caratterizzato da un “progressivo calo delle coperture vaccinali” . E comunque le misure adottare dalla legge, che ha introdotto l’obbligo su 10 vaccini per i ragazzi fino a 16 anni, rappresentano una scelta che spetta al legislatore nazionale. Così ha deciso la Corte Costituzionale, bocciando di fatto due ricorsi della Regione Veneto in quanto le questioni sollevate «non sono fondate». La disciplina sugli obblighi vaccinali è sancita dalla legge 119 del 2017, in vigore dal 6 agosto. Secondo i giudici costituzionali, le misure in questione rappresentano una scelta spettante al legislatore nazionale. E la scelta non è stata irragionevole, precisano, poiché volta a tutelare la salute individuale e collettiva e fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie. Le questioni sottoposte alla Corte costituzionale non mettevano in discussione l’efficacia delle vaccinazioni ma la loro obbligatorietà, sospesa dalla Regione Veneto con una legge del 2007 che aveva introdotto un sistema di prevenzione delle malattie infettive basato solo sulla persuasione.
Il Veneto è stata l’unica regione ad aver impugnato la legge. Una prima risposta alle obiezioni del governatore Luca Zaia era arrivata a settembre dal Consiglio di Stato, che indicava come la copertura vaccinale sia «un interesse primario della collettività» e «la sua obbligatorietà può essere imposta ai cittadini dalla legge, con sanzioni proporzionate e forme di coazione indiretta». Di, sono partiti i due ricorsi in cui si lamenta una lesione del diritto individuale alla salute: il Veneto ha impugnato sia il decreto legge 73/2017, sia la norma di conversione in vigore dal 6 agosto. Disposizioni che introducono quale condizione per l’iscrizione scolastica tra 0 e 16 anni l’obbligo di vaccino gratuito contro polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella (solo per i nati dal 2017 in avanti). Offerti gratuitamente (con un’offerta «attiva», vale a dire con chiamata dalle Asl) anche i vaccini contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus (i primi due in origine erano previsti nel decreto come obbligatori). Per nidi e materne il rispetto del calendario vaccinale in vigore nell’anno di nascita del bambino è necessario per l’ammissione; per le scuole dell’obbligo il mancato rispetto della norma fa scattare un richiamo e colloqui con le famiglie, con il rischio di multe da 100 a 500 euro.
«Prendiamo atto di questa sentenza, che rispettiamo – commenta il presidente della regione Zaia –  Come governatore io ho fatto solo il mio dovere, perché ho difeso un modello che esisteva da dieci anni, fondato sulla libertà di scelta e sul dialogo con le famiglie. Non abbiamo mai avuto posizioni contro le vaccinazioni, anzi, mi spiace che la difesa di questo modello, che condividiamo con 15 Paesi europei, come la Gran Bretagna, e che è stato concordato e monitorato col Ministero della Salute, sia stata presa come una posizione no vax. Con la sentenza di oggi si scrive la parola fine su un modello su cui ci siamo spesi, anche culturalmente, con un dialogo con le famiglie, e si passa alla coercizione».
Affondo dal centrosinistra del Veneto. “La Regione perde il ricorso sui vaccini, voluto da Zaia per strizzare l’occhio ai No Vax in piena campagna elettorale per il referendum del 22 ottobre – scandisce Piero Ruzzante, consigliere regionale di Articolo Uno-Mdp – Si conclude così questa brutta vicenda, che, oltre al ricorso,  ha visto anche la fantasiosa sospensione del decreto ministeriale da parte di Mantoan (direttore generale della Sanià). L’assessore Coletto e il governatoreZaia avevano poi costretto il super manager della Sanità veneta a tornare sui suoi passi, senza però ritirare il ricorso contro lo Stato: febbre da campagna elettorale”. Ovvia la soddisfazione del consigliere per la sentenza con la quale la Corte Costituzionale “ha definitivamente stabilito che la scelta del legislatore nazionale era legittima, com’era del tutto ragionevole aspettarsi e come avevo sempre sostenuto. Il ricorso di Zaia era assolutamente ingiustificato e strumentale. Sono anche orgoglioso di essere stato tra i firmatari di una proposta di legge regionale volta a reintrodurre l’obbligatorietà della vaccinazione: garantire la copertura vaccinale è una questione di sicurezza e responsabilità sociale”.
Stessa musica da parte del Pd. “Lo scontro continuo con il governo non è indolore dal punto di vista economico e adesso, dopo che il ricorso sull’obbligatorietà dei vaccini è stato bocciato dalla Consulta, i veneti saranno costretti a pagare. Con tanti ringraziamenti al presidente Zaia” sentenziano i consiglieri regionali del Pd, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi, Claudio Sinigaglia e Francesco Zottis. Che si domandano: “A quanto ammonta il conto della battaglia No Vax?”. Perché, secondo loro, “i ripetuti contenziosi ricercati contro il governo sono pretestuosi ed hanno come unico obiettivo quello di tenere alta la tensione, in una sorta di campagna elettorale permanente e senza preoccuparsi delle conseguenze reali sui veneti. E qua in ballo c’è la salute di migliaia di bambini. Oltretutto la norma era palese, non era necessaria chissà quale interpretazione, perciò avevamo sollecitato il governatore a fare retromarcia, senza successo”. E già che ci sono, i dem vogliono sapere da Zaia “quanto sia costata ai cittadini veneti dal punto di vista economico, oltre che politico, quest’ultima trovata”. Per gli altri Pd Graziano Azzalin e Alessandra Moretti “la sentenza della Corte è la dimostrazione che non sempre la Regione sa far meglio. L’ennesima dimostrazione, dopo i casi Pedemontana, Banche popolari e Pfas. Anzi, i veneti dovrebbero ringraziare Roma. Se fosse passata la linea Zaia, che per troppo tempo ha strizzato l’occhio agli stregoni No Vax, sarebbero aumentati i rischi”.


Guerra dei fulmini: competenza Meteo tolta alle regioni? Bottacin: Vergognoso

Non usa mezzi termini parlando di “vergognoso tentativo di neocentralismo romano” l’assessore alla Protezione Civile del Veneto, Gianpaolo Bottacin, per bocciare il tentativo, proposto in sede di Commissione tra Stato e Regioni, di far confluire in ItaliaMeteo il coordinamento della gestione della materie finalizzate alla meteorologia e climatologia da parte delle pubbliche amministrazioni, di fatto trasferendo anche le risorse e le competenze regionali a livello centrale. Continua a leggere “Guerra dei fulmini: competenza Meteo tolta alle regioni? Bottacin: Vergognoso”