Mantini nuovo direttore scientifico dell’Irccs San Camillo: 40 anni e studi a Oxford

Quarant’anni, di Pescara, un percorso di studi che dopo la laurea e il dottorato in Italia
lo ha portato ad approfondire le sue esperienze in Belgio e in Inghilterra (a Oxford), oltre cento pubblicazioni sulle principali riviste internazionali e numerosi progetti di ricerca vinti. L’identikit del nuovo direttore scientifico dell’Irccs San Camillo (nominato dal Consiglio di Amministrazione dopo che il direttore generale Francesco Pietrobon ne ha svolto temporaneamente le funzioni) è chiaro e fa sì che la struttura lidense riporti “a
casa” uno di quei cervelli in fuga che da troppo tempo l’Italia si fa scappare. Continua a leggere “Mantini nuovo direttore scientifico dell’Irccs San Camillo: 40 anni e studi a Oxford”

In Veneto prima donazione a cuore fermo: prelevati polmoni, fegato e reni

Per la prima volta in Veneto, è stata portata a termine una procedura di donazione a cuore fermo (organo, quindi, non trapiantabile) grazie alla quale sono stati resi disponibili polmoni, fegato e reni per pazienti che si trovavano in lista d’attesa. Continua a leggere “In Veneto prima donazione a cuore fermo: prelevati polmoni, fegato e reni”

Sanità, per il Ministero, Veneto prima in Italia per erogazione dei Lea

“Parlare di costituzione è abitudine di molti, rispettarla è un vanto di pochi e tra questi pochi, con orgoglio, c’è il Veneto. Perdipiù nell’ambito più sentito nella vita di ogni persona: la salute”.

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A Udine gli stati generali della sanità con Fedriga e Riccardi per illustrare lo schema della riforma

(LL) – “La salute pubblica non ha colore politico. Il nostro obiettivo non è mettere una bandiera sulla riforma, ma ottimizzare le risorse per riportare il Sistema sanitario regionale ai vertici in Italia per qualità dei servizi”. Continua a leggere “A Udine gli stati generali della sanità con Fedriga e Riccardi per illustrare lo schema della riforma”

Dalla Summer School di Gallio il “manifesto” per governare la Sanità

 Un summit così importante con il top della sanità italiana non si vedeva dagli anni ’80, quando con la 833/78 nasceva il Servizio sanitario nazionale: e già questo è indicativo dell’importanza di questo momento storico per l’Ssn.

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Test d’ingresso a Medicina. Zaia: “Da anni dico che danneggia il nostro Sistema Sanitario”

“È una battaglia che conduco da anni e mi auguro che quello che ho sempre sostenuto sia riconosciuto, modificando finalmente una norma che danneggia gli studenti e il nostro sistema sanitario”. Continua a leggere “Test d’ingresso a Medicina. Zaia: “Da anni dico che danneggia il nostro Sistema Sanitario””

I traumi estivi nel territorio di Chioggia colpiscono particolarmente le fasce più giovani

A Chioggia la traumatologia è rappresentata da circa 1500 casi all’anno con un picco in aumento del 30% nel periodo estivo. Si parla di incidenti di vario genere, non solo automobilistici o motociclistici e che toccano varie fasce di età, soprattutto interessando i più giovani e giovanissimi. Continua a leggere “I traumi estivi nel territorio di Chioggia colpiscono particolarmente le fasce più giovani”

Nuova dialisi all’Ospedale di San Donà di Piave: costo 2 milioni e 20 posti letto. Pazienti monitorati anche via web  

di Lucio Leonardelli*

 

Inaugurata stamane la nuova dialisi di San Donà di Piave, nata dall’ampliamento del monoblocco ovest dell’ospedale con la direzione dei lavori curata dal Servizio Tecnico dell’Azienda Ulss4. Continua a leggere “Nuova dialisi all’Ospedale di San Donà di Piave: costo 2 milioni e 20 posti letto. Pazienti monitorati anche via web  “

In 3 anni 1500 registrazioni con la Meg. L’Irccs è l’unica struttura ad usare la Magnetoencefalografia per la riabilitazione

Tempo di bilanci per il San Camillo. A metà 2018 sono infatti 450 le persone che
hanno usufruito degli esami svolti dalla Meg (magnetoencefalografia) dalla sua attivazione, nell’aprile 2015. E ognuna delle persone ha effettuato mediamente tre registrazioni, per un totale di oltre 1500. Un dato particolarmente significativo poiché in Italia l’Irccs San Camillo è l’unica struttura ad utilizzare l’apparecchiatura per scopi clinici neuroriabilitativi. Continua a leggere “In 3 anni 1500 registrazioni con la Meg. L’Irccs è l’unica struttura ad usare la Magnetoencefalografia per la riabilitazione”

Nuovo piano socio-sanitario 2019-2023: ecco come cambia l’assistenza

“Questo potrebbe essere un Piano storico, il primo che si occupa di sanità in un quadro di Autonomia della Regione Veneto. Per questo, tra le sue caratteristiche, c’è la flessibilità, per inserire agevolmente e velocemente le novità autonomiste che auspichiamo, e che in questa materia potrebbero essere consistenti”.

Lo dice l’Assessore alla Sanità Luca Coletto, nel giorno in cui approda in Commissione del Consiglio regionale la Proposta di Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023, approvata dalla Giunta e trasmessa al Consiglio a fine maggio.

“I contenuti dell’Intesa alla quale hanno iniziato a lavorare le delegazioni trattanti della Regione e del Governo – dice Coletto – potranno infatti avere un impatto rilevante su alcune principali aree d’intervento lasciate all’autonomia regionale come, solo per fare qualche esempio, la valorizzazione delle risorse umane del Servizio Sanitario Regionale, il sistema tariffario sia sotto il profilo del rimborso che della compartecipazione, la spesa farmaceutica, nuovi Lea”.

 

“Sul piano tecnico – tiene a precisare l’Assessore – va subito sgomberato il campo dalla fake news per antonomasia, quella dei tagli. Questo nuovo Piano è in continuità con quello che volge al termine e, per questo, ha una precisa caratteristica: non si toccano, non si ridimensionano e tanto meno si chiudono gli ospedali pubblici, sui quali si è lavorato riorganizzando molto e bene dove serviva, così come sulla nuova geografia delle Ullss passate da 21 a 9 e sugli aspetti pratici dell’organizzazione, con la nascita di Azienda Zero e con la semplificazione amministrativa”.

“Ci si occuperà quindi, in particolare tra i moltissimi aspetti considerati – aggiunge Coletto – dell’assistenza agli anziani, delle malattie cronico degenerative in costante aumento con il crescere dell’aspettativa di vita, delle necessità della donna e del bambino, dello sviluppo delle strutture intermedie sul territorio, della medicina territoriale, dell’ulteriore crescita e affinamento delle reti, dell’informatizzazione per arrivare al più presto all’introduzione del fascicolo sanitario elettronico, della prevenzione come strumento prezioso di salvaguardia della salute prima che intervenga la necessità di cura, della valorizzazione del personale, del mantenimento e della crescita delle eccellenze diffuse su tutto il territorio, e non solo negli ospedali hub, caratteristica questa che rende la sanità veneta praticamente unica in Italia”.

“Così come unica in Italia – conclude Coletto – è la strategia, che riconfermiamo con assoluta convinzione, della massima integrazione tra sanitario e sociale. E’ più difficile e costoso che non scindere nettamente i due aspetti come si fa altrove, ma è la scelta migliore per garantire a tutte le persone l’assistenza multidisciplinare di cui hanno bisogno”.

Nel Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023, il profilo dei bisogni assistenziali dei veneti viene affrontato con un’analisi dedicata a numerosi ambiti: impatto dello scenario epidemiologico sulla domanda dei servizi sanitari; promozione della salute e prevenzione dei fattori di rischio; salute della donna e del bambino; percorso del paziente in ospedale; presa in carico della cronicità per intensità di cura e di assistenza; malattie rare; salute mentale; integrazione socio sanitaria; governo del sistema e delle aziende; governance del patrimonio informativo socio sanitario; governo della farmaceutica e dei dispositivi medici; governo e politiche per il personale; gestione delle risorse finanziarie e strumentali; ricerca, innovazione e valutazione delle tecnologie sanitarie; rapporti con l’Università.

L’ASSESSORE LANZARIN: “ATTENZIONE ALL’INVECCHIAMENTO”

“Il nuovo piano sociosanitario 2019-2023 è nel solco della continuità, ma guarda avanti alle sfide poste dall’invecchiamento demografico e delle nuove povertà, relazionali e di vita, promuovendo risposte innovative”. Così Manuela Lanzarin, assessore regionale alle politiche sociali, commenta l’inizio del percorso di esame, in Consiglio regionale, della nuova legge di programmazione della sanità veneta e del sistema sociale per il prossimo quadriennio.

Intervenendo a margine della presentazione in quinta commissione, a palazzo Ferro-Fini, l’assessore veneto ricapitola i ‘punti di forza’ delle indicazioni del nuovo piano per il sistema sociale: reti di filiera tra enti, servizi, famiglie e terzo settore; collaborazione tra pubblico e privato; aggiornamento dell’assistenza domiciliare con nuove impegnative più rispettose dei bisogni, più centri sollievo e una rete di assistenti familiari formate e competenti; partecipazione attiva dei beneficiari alla costruzione del modello di protezione e di cura; armonizzazione delle valutazioni e dei servizi in tutto il territorio regionale, con una graduatoria condivisa dei profili di gravità; riqualificazione delle strutture residenziali e semiresidenziali con moduli innovativi e flessibili; piani di zona territoriali, che devono valere da ‘piani regolatori’ dei servizi e degli interventi; potenziamento del ruolo dei 26 distretti sociosanitari.

“Domiciliarità, terzo settore e famiglia sono le parole chiave della ‘rete’ di servizi sociali che il nuovo piano promuove per assicurare assistenza e qualità di vita agli oltre 200 mila veneti non autosufficienti e al target, ben più ampio, degli oltre 800 mila veneti che versano in condizioni di povertà o di fragilità sociale – sintetizza l’assessore – Il nuovo piano persegue gli obiettivi di efficienza e di sostenibilità del welfare, cercando di ottimizzare tutte le sinergie possibili tra pubblico e privato, tra servizi e volontariato e valorizzando. La società cambia velocemente, l’invecchiamento non è necessariamente una patologia ma diventa anche opportunità di ‘tempo liberato’ e di risorsa sociale, le famiglie e le realtà territoriali sono spesso protagoniste di nuove forme di organizzazione e di integrazione sociale. Sono tutte esperienze da valorizzare, come si sta facendo in Veneto con i progetti per il ‘Dopo di noi’ o per le disabilità dell’infanzia”.

“Il principio-cardine della nuova programmazione – conclude l’assessore – è anteporre il criterio del bisogno rispetto a quello dell’età anagrafica, rendendo quindi più flessibili e aderenti alla realtà le definizioni dei profili di gravità, le impegnativa di cura e residenziali, l’organizzazione stesse dei centri di servizio. L’unità di base della programmazione sono i piani di zona, in stretta collaborazione con gli enti locali e le realtà territoriali. Il perno organizzativo sono i 26 distretti socio-sanitari, vera centrale operativa e punto di raccordo tra i servizi e nonché interfaccia con famiglie e utenti. Il loro ruolo, già potenziato con la riforma delle Ulss sarà sempre più centrale per collegare sanità e territorio. Infine, la trasformazione della Ipab in Aziende pubbliche di servizi alla persona e la revisione degli standard autorizzativi e di accreditamento delle strutture esistenti (che hanno una potenzialità di accoglienza di quasi 35 mila posti) sono i due passaggi obbligati che daranno ‘gambe’ e ‘ali’ alla nuova programmazione sociosanitaria”.