Nuovo policlinico di Padova. Ok dell’Inail a procedura per finanziamento di 450 milioni

Con una comunicazione alla Regione Veneto e all’Azienda Ospedaliera di Padova, l’Inail ha avviato le procedure con cui si risponde, di fatto affermativamente, alla richiesta, inviata a suo tempo dal Veneto, di accedere a un finanziamento di 450 milioni di euro per la realizzazione del nuovo Ospedale di Padova Est. Continua a leggere “Nuovo policlinico di Padova. Ok dell’Inail a procedura per finanziamento di 450 milioni”

Profilassi, ecco come prendersi cura del proprio corpo

di Stefano Chiaramonte*

La profilassi è una qualsiasi procedura medica o di sanità pubblica il cui scopo è prevenire, piuttosto che curare o trattare malattie.

In tema di malattie infettive si devono ricordare alcune tappe fondamentali. Nel 1861 il Dr Semmelweis, che lavorava nel Reparto di Ostetricia di un Ospedale di Vienna, scoprì che lavandosi le mani si riduceva drasticamente lo sviluppo delle complicanze settiche nelle puerpere, facendo luce sull’importanza dell’igiene e della disinfezione come modalità di contrasto alla trasmissione delle infezioni. Nel 1796 Jenner introdusse la vaccinazione contro il vaiolo successivamente sviluppata e diffusa da Pasteur. La vaccinazione è oggi considerata tra le più grandi scoperte mediche e la sua importanza è ben documentata dalla netta riduzione della diffusione e della mortalità, specie infantile, causata dalle malattie infettive. Si può dire che queste scoperte hanno condizionato il destino dell’umanità in misura paragonabile a quella di altre conquiste come il fuoco e la ruota, la scrittura.

Il termine profilassi è utilizzato quando si parla di malattie infettive, mentre per le malattie croniche e degenerative è più appropriato usare il termine prevenzione.

Fra tutte, merita menzione la patologia cardiovascolare che rappresenta la principale causa di morbilità e mortalità nella popolazione, molto più delle malattie infettive e del cancro. Solo a partire dagli anni Cinquanta è stata fatta piena luce sulle cause e ne sono stati identificati i fattori di rischio: alcuni non sono modificabili, tipo l’età, il sesso, la famigliarità mentre altri sono modificabili: ipertensione, colesterolo, sovrappeso, obesità, diabete, fumo, alcool, scarso consumo di frutta e verdura, sedentarietà.

E’ così possibile fare un’attiva politica di prevenzione che può essere di primo livello quando impostata nei soggetti sani, privi di fattori di rischio, per mettere in atto tutte le misure di tipo comportamentale, alimentare e diagnostico atte ad evitarne lo sviluppo oppure di secondo livello, in presenza di fattori di rischio ma ancora senza sviluppo di alcuna patologia, per correggere i comportamenti sbagliati ed istituire un adeguato stile di vita.

Dal momento che oltre la metà dei soggetti sani all’età di trent’anni può sviluppare una patologia cardiovascolare nel corso della vita risulta evidente quanto sia opportuno percorrere la strada della prevenzione il più precocemente possibile. La raccomandazione, ovviamente, vale per tutti indipendentemente dalla famigliarità, dal sesso, dall’etnia.

Una prestigiosa Associazione Scientifica, l’American Heart Association, ha elaborato i sette comportamenti ideali per la promozione della salute:

  • non fumare,
  • fare attività fisica,
  • avere una normale pressione del sangue,
  • avere un normale livello glicemico
  • avere un normale livello di colesterolo
  • avere un normale peso corporeo
  • seguire un’alimentazione corretta

In parole povere significa seguire un’alimentazione corretta e mantenere uno stile di vita adeguato. In realtà, questa apparente semplificazione implica una ben precisa filosofia di vita, comportamenti che dovrebbero far parte dell’abitudinario quotidiano, scelte consapevoli finalizzate a perseguire un risultato finale ottimale. In questa azione è bene avere come punto di riferimento il proprio Medico piuttosto che affidarsi ai santoni o ai ciarlatani che popolano il Web distribuendo stupidaggini.

La spesa per la gestione delle malattie cardiovascolari costituisce un capitolo ingente nel bilancio del Sistema Sanitario Nazionale sia in termini di impegno di risorse per diagnostica, ricoveri e farmaci sia in termini di sostegno alle invalidità conseguenti. Un’efficace politica di prevenzione avrebbe una ricaduta economica estremamente vantaggiosa senza tralasciare la valenza etica di ogni azione a favore della tutela della salute. Bisognerebbe impiegare maggiori risorse. Manca però una concreta sensibilità al problema nella Classe Dirigente che consenta di passare dai proclami alla realizzazione di interventi efficaci ma manca sensibilità anche nella popolazione che, non avvertendo un rischio imminente, è portata a minimizzare il problema, a rimandarlo o a trascurarlo.  E’ necessario impostare un programma di educazione sanitaria prima che di screening diagnostici a tappeto. La battaglia si combatte già sui banchi di scuola, su tutti i mezzi di informazione per superare il concetto che essere attenti a tutte queste raccomandazioni non significa necessariamente diventare ipocondriaci ma vivere serenamente con la prospettiva di vivere a lungo e bene.

Il sette è sempre stato considerato un numero magico, misterioso, intriso di sacralità e con una ricchissima carica simbolica conferitagli in molte religioni, in civiltà antiche, nella Storia e nelle Arti. Sette sono anche i giorni della settimana, le note musicali, i colori dell’arcobaleno, i Re di Roma, ecc. Sette sono anche i comportamenti ideali per la promozione della salute. Magico!


IMG_7430.jpeg*Nefrologo – Coordinatore del programma di Prevenzione del Rischio cardiovascolare Casa di Cura Villa Berica

Odontostomatologia di Noale: un Servizio in continua crescita

Si svolge, nella struttura sanitaria di Noale, a partire da una lunga tradizione al riguardo, un’importante attività odontoiatrica, con un’attenzione particolare ai pazienti più fragili e ai portatori di handicap. Continua a leggere “Odontostomatologia di Noale: un Servizio in continua crescita”

Quando le passioni aiutano a superare la malattia: il 9 maggio incontro a Vicenza con l’Andos

“Rinascere dalle passioni. Racconti di malattia e resilienza”. È questo il titolo dell’incontro con il Comitato ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) Ovest Vicentino organizza per giovedì 9 maggio alle ore 20.30 in Villa Lattes a Vicenza (via Thaon di Revel, 44, Circoscrizione 6).

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Al via i lavori di ristrutturazione dell’ospedale San Camillo. Impegno per 1 milione

Sono iniziai i lavori di ristrutturazione dell’Irccs San Camillo. Questa prima fase, che si concluderà entro fine luglio e comunque prima della pausa estiva, interesserà il padiglione A e comporterà un impegno di spesa di 1,2milioni di euro. Continua a leggere “Al via i lavori di ristrutturazione dell’ospedale San Camillo. Impegno per 1 milione”

In Veneto 200mila euro per parrucche a donne malate di tumore. Lanzarin: “Segno di civiltà”

Si allarga, in Veneto, la platea di donne affette da alopecia che potranno accedere a un
contributo della Regione per l’acquisto di una parrucca. Lo ha deciso la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Sanità, stanziando per questo una somma complessiva di 200 mila euro. Continua a leggere “In Veneto 200mila euro per parrucche a donne malate di tumore. Lanzarin: “Segno di civiltà””

Come è difficile dire basta alle bionde. Smettere di fumare in poche mosse

di Stefano Chiaramonte*

“Un vuoto grande e niente per resistere all’enorme pressione che subito si produce attorno ad un vuoto”, così, ne “La coscienza di Zeno”, Italo Svevo fa descrivere al suo personaggio cosa significa, per un accanito fumatore, la vita senza sigarette. Continua a leggere “Come è difficile dire basta alle bionde. Smettere di fumare in poche mosse”

Sanità. In Veneto 51.5 milioni di nuovi investimenti. Lanzarin: “Si chiama virtuosità”

Risultati come la possibilità di distribuire questi 51,5 milioni di investimenti per la sanità veneta si ottengono solo con una gestione rigorosa delle necessità e con l’utilizzo della saggezza del buon padre di famiglia. Il meccanismo che consente tutto questo, del quale c’è da essere orgogliosi, parte dal territorio, dalle Ullss che segnalano dove hanno realmente bisogno di spendere attraverso progetti specifici; e passa per il vaglio di un organismo tecnicamente inflessibile come la CRITE. A monte, come spesso accade, c’è un utilizzo intelligente dei fondi della Gestione Sanitaria Accentrata in capo alla Regione di una piccola quota del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, di cui si occupa Azienda Zero”. Continua a leggere “Sanità. In Veneto 51.5 milioni di nuovi investimenti. Lanzarin: “Si chiama virtuosità””

Triplicate in 40 anni le diagnosi di celiachia, 200mila gli italiani che hanno trovato una cura

Da malattia rara a malattia cronica: quarant’anni fa la celiachia era sconosciuta, potevano passare  molti anni prima di arrivare alla diagnosi e veniva riconosciuto appena un caso su mille. Ora le diagnosi sono triplicate, si identifica un caso ogni 286 e in questi quattro decenni 200.000 italiani hanno potuto dare un nome a dolori quotidiani, diarrea, emicrania, infertilità trovando finalmente una cura per la loro malattia grazie al contributo di AIC.

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Scuola di Medicina Generale: 150 nuovi studenti medici a Montecchio Precalcino iniziano 3 anni di studio

Sono oltre 150 i giovani medici arrivati a Montecchio Precalcino (VI) in una storica exresidenza sanitaria della nostra Regione, già sede della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, individuata anche quale nuova sede per la Scuola regionale di formazione specifica in medicina generale.

A dare il saluto di benvenuto ai medici, ai Direttori generali, e ai formatori presenti, il professor Santo Davide Ferrara, presidente della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica che ha ricordato i fini e i programmi della Fondazione, nata nel 2014 per diventare operativa nel 2015 a seguito di una importante intuizione che ha portato ad una delibera della Giunta. Fondazione pensata con il fine di organizzare anche dal punto di vista culturale, la formazione d’eccellenza del personale del servizio socio sanitario, puntando ad efficienza e qualità e che ha quale obiettivo anche quello di costituirsi in rete per collaborare con le altre istituzioni. “Nell’ambito delle finalità che la Regione ha inteso darsi esiste una particolare attenzione all’assistenza primaria – ha ricordato il professor Ferrara – dando ancor più valenza e peso all’attività dei Medici di Medicina Generale che deve calarsi in quella che viene chiamata la medicina del valore, quella cioè del rapporto tra medico e paziente che è elemento fondamentale all’interno del Sistema socio sanitario, non solo per quanto riguarda l’assistenza primaria, ma anche nei percorsi successivi, come ad esempio nella riabilitazione”.

Maria Cristina Ghiotto, direttore UO Cure primarie e strutture socio sanitarie territoriali e presidente del Comitato scientifico della Scuola ha sottolineato il ruolo del Medico di Medicina Generale nell’abito del Sistema socio sanitario regionale: “Vi è la necessita di misurare i bisogni a cui dobbiamo dare risposta, e questo implica la capacità di organizzare l’assistenza anche attraverso modelli innovativi – ha chiarito – I bisogni sanitari nella Regione sono cambiati. Nel Veneto ci sono 3 ultra 65enni ogni 2 giovani sotto i 14 anni. La cronicità è la sfida che tutti ci troviamo a dover affrontare. Il 31 per cento degli abitanti ha almeno una esenzione per patologia, con un incremento significativo negli ultimi 3 anni. Esiste poi l’emergente problema della fragilità, prendiamo in carico sempre più pazienti cronici. La Regione si è dotata di un sistema che riesce a mettere assieme tutte

le informazioni di un paziente e questo ci permette di qualificare il bisogno della nostra popolazione assistita e quindi organizzare al meglio la nostra assistenza”. Ma cambia anche il ruolo del paziente. “Il paziente deve diventare parte attiva della cura, deve assumere stili e comportamenti adeguati – aggiunge Ghiotto – Bisogni in aumento a fronte di risorse che però sono finite. Notiamo che pazienti e famiglie ricercano sempre più risposte tempestive e sono sempre più informate. Come programmatori abbiamo la necessità di avere modelli d’assistenza che superino la prestazione e che coinvolgano il paziente nel percorso. Oltre a dover rispondere a bisogni che sconfinano nel sociale, percorso che ci obbliga a lavorare sempre più in team.”. In Veneto oggi ci sono 3100 medici di Medicina generale, il 17 per cento lavora singolarmente e il 50 per cento in Medicine di Gruppo e Medicine di Gruppo integrate. Il 54 per cento è uomo, il 63 per cento ha più di 60 anni. “Cosa si aspetta la Regine dai Medici di Medicina Generale? – ha precisato Ghiotto – che sia il punto di riferimento per i pazienti, deve essere competente, sentirsi parte del sistema sanitario, integrato con le altre professioni ed organizzato per garantire una presa in carico della cronicità. E soprattutto che sia appropriato, che significa prescrivere il giusto”.

Il ruolo dei Medici di Medicina Generale e l’importanza che riveste una formazione rispettosa delle mutate esigenze dei pazienti e del sistema socio sanitario regionale, sono i temi affrontati dai componenti del comitato scientifico dott. Maurizio Cancian, dott. Bruno Di Daniel, dott. Stefano Ivis e dott.ssa Caterina Pastori.

Domenico Mantoan, Direttore generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto ha sottolineato l’importanza del ruolo del Medico di Medicina Generale all’interno di un sistema complesso ed efficiente come quello Veneto. “Con questa iniziativa confermiamo il ruolo che ha nel Sistema sanitario il Medico di Medico Generale e insegniamo tra le altre cose ai giovani medici l’organizzazione del Sistema Socio Sanitario veneto che è una organizzazione sofisticata e complessa e deve essere conosciuta e compresa per poter interpretare al meglio la filosofia del nostro Piano socio sanitario regionale”. “Il vostro è uno dei lavori più belli del mondo. Per la Regione la Scuola di Medicina generale è una istituzione di massima importanza. Lavorerete in un contesto organizzativo dove il livello delle cure primarie è tra i migliori del mondo. Avete un ruolo importante, aiutare i sani a mantenere il bene della salute e accompagnare i cronici. Dovrete imparare a lavorare assieme a figure importanti quali i colleghi delle altre professioni sanitarie, gli specialisti e gli altri medici di medicina generale.”

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SCUOLA DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE

LA LEGGE Il D. Lgs. 368/99 e s.m.i.1, prevede che il diploma di formazione specifica in Medicina Generale si consegue a seguito di un corso di formazione della durata di tre anni.

L’attivazione del Corso e la determinazione dei posti disponibili per ciascuna Regione avviene d’intesa tra le Regioni e il Ministero della Salute in relazione al fabbisogno previsto ed alle risorse disponibili.

IL RUOLO DELLA FONDAZIONE SCUOLA DI SANITA’ PUBBLICA La L.R. n. 48/2018 “Piano socio sanitario regionale 2019-2023” affida l’organizzazione didattica e la gestione del corso di formazione specifica in medicina generale alla Fondazione Scuola di Sanità Pubblica. La Fondazione, individuata tra i soggetti di riferimento per il sistema di governo delle Aziende, quale ente strumentale, è stata istituita dalla Regione del Veneto nel 2014 e si occupa di formazione e ricerca a supporto dello sviluppo professionale e manageriale dei professionisti che lavorano nel Sistema Sanitario Regionale del Veneto.

La Regione del Veneto negli anni ha sviluppato la Scuola regionale di formazione specifica in medicina generale, finalizzata al miglioramento ed allo sviluppo delle competenze di futuri Medici di Medicina Generale.

La DGR n. 1763/2018 ha affidato alla Fondazione Scuola di Sanità Pubblica l’organizzazione didattica della formazione specifica in medicina generale a partire dal XIV corso triennale individuando quale sede operativa per le attività Villa Nievo Bonin Longare di Montecchio Precalcino (VI), già sede operativa della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica.

I REQUISITI DI AMMISSIONE L’ammissione al Corso triennale avviene a seguito di concorso che prevede una prova scritta il cui punteggio determina la posizione del candidato in graduatoria regionale. I medici che hanno sostenuto la prova per l’ammissione al XIV Corso erano circa 650, di questi 564 sono stati valutati idonei e saranno ammessi fino a concorrenza dei posti disponibili.
Anche in risposta alla criticità del turn over dei professionisti e alla carenza di medici, col XIV Corso c’è stato un significativo incremento del numero di corsisti ammessi (precedentemente 60 allievi, ora 126 più soprannumerari2).

IL NUMERO DEGLI ALLIEVI Saranno pertanto circa 150 gli allievi che intraprenderanno il percorso formativo per conseguire il Diploma a partire dal 27 marzo. A novembre 2019 è previsto l’avvio del XV Corso triennale per altrettanti studenti.

IL PERCORSO DI STUDI II percorso didattico della Scuola di formazione specifica in medicina generale deve garantire il raggiungimento delle competenze professionali disciplinari attraverso una formazione teorica e pratica che includa acquisizione di adeguate abilità cliniche-organizzative e relazionali. I medici saranno suddivisi in classi di circa 25 studenti ciascuna. A ciascuna classe saranno assegnati due tutor di riferimento che accompagneranno gli studenti per parte delle docenze e attraverso momenti di approfondimento mirato. La metodologia didattica utilizzata ricomprende tutte le tecniche della didattica tutoriale attiva quali, ad es.: la presentazione integrata, l’esercitazione su questionario, griglia di analisi, caso o situazione clinica, il role playing, la dimostrazione o esperienza guidata, la simulazione, le prove di esecuzione diretta di skill pratiche (OSCE), il saggio, il tema, la descrizione, il film, il progetto, lo studio, la produzione e la presentazione di strumenti o procedure di management professionale specifico, la produzione dei disegni di ricerca di audit per la tesi finale. Durante l’intero percorso gli studenti saranno valutati dai tutor responsabili delle singole attività teoriche e nei tirocini; al termine del triennio è richiesto di redigere una tesi.

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FREQUENZA OBBLIGATORIA La frequenza obbligatoria comporta nel triennio un impegno a tempo pieno, per un totale di 4.800 ore, un terzo delle quali di natura teorica, i restanti due terzi di attività pratica da svolgersi nelle strutture ospedaliere e territoriali del Sistema socio sanitario regionale e presso gli ambulatori dei Medici di medicina generale accreditati e appositamente formati per svolgere il ruolo di tutor.

Per i medici abilitati dopo il 31 dicembre 1994 il possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale costituisce requisito necessario per l’iscrizione alla graduatoria unica regionale della medicina generale finalizzata all’accesso alle convenzioni con il SSN in qualità di medico di Medicina Generale e consente di poter svolgere l’attività di medicina generale presso altri Paesi dell’Unione Europea in conformità al reciproco riconoscimento dei titoli e diplomi di cui all’Allegato E del citato D. Lgs. 368/99.
IL COMITATO DIDATTICO SCIENTIFICO Nell’ambito della Fondazione è stato istituito un Comitato didattico scientifico composto dal Direttore dell’U.O. Cure primarie e Strutture Socio-Sanitarie territoriali dott.ssa Maria Cristina Ghiotto e da altri 4 membri di comprovata esperienza nell’ambito formativo dell’assistenza primaria ed in rappresentanza della medicina generale, col compito di Programmare l’attività formativa in coerenza con le linee di indirizzo nazionale e regionale, pianificare annualmente gli eventi formativi, individuare il corpo docenti, valutare il regolare andamento dei corsi e valutare la qualità del corso triennale.

LA BORSA DI STUDIO Ai medici, durante tutto il periodo di formazione specifica in medicina generale, viene corrisposta una borsa di studio mensile e devono garantire un impegno orario pari a 100 ore mensili per l’attività didattica pratica, oltre alla frequenza alle lezioni teoriche.

LA SEDE La Fondazione ha ampliato i propri spazi presso la sede operativa di Montecchio Precalcino per ospitare la didattica e la segreteria organizzativa della Scuola. Nell’arco di un paio d’anni si prevede che i medici frequentanti saranno oltre 500.