L’omologazione di Venezia alla peggiore terraferma. Brutture e rischi nella città dalle molte lune.

di Nelli-Elena Vanzan Marchini*

La luce di Venezia moltiplicata dall’acqua, che la percorre e la penetra, è senz’altro un patrimonio intangibile, diffuso e specifico della città anfibia.  Una costante negli scritti dei viaggiatori di ogni secolo è la sensazione di ammirato stupore prodotto dai riflessi guizzanti  dell’acqua sui palazzi che sembrano palpitare di vita. Continua a leggere “L’omologazione di Venezia alla peggiore terraferma. Brutture e rischi nella città dalle molte lune.”

I puteali veneziani. Storia di ieri e ignoranza di oggi

 di Nelli Vanzan Marchini*

In ogni campo di Venezia, all’interno di ogni corte di palazzo, nei chiostri di ogni monastero, spiccano uno o più  puteali,. Oggi vi bivaccano turisti ignari della vitale  e antica funzione  che assolvevano  raccogliendo e conservando l’acqua potabile. (foto in alto). Continua a leggere “I puteali veneziani. Storia di ieri e ignoranza di oggi”

La scena operatoria: dolore e aspettative di vita dall’Ancien Régime a Gallucci

di Nelli Elena Vanzan Marchini*

Nel Quattrocento se un chirurgo doveva eseguire una amputazione e non aveva con sé i suoi attrezzi, si faceva prestare da un falegname seghe e scalpelli.   La chirurgia era strettamente  apparentata all’arte dei barbieri che per il proprio ordinamento (Capitolare del 1270)  tagliavano  barbe e capelli, praticavano i salassi, prescritti abitualmente dai medici per purificare il corpo dalle malattie, e curavano “bruschi e sgrafadure”. I barbieri-chirurghi  curavano i feriti sui campi di battaglia e si imbarcavano per assistere gli equipaggi delle navi da guerra. Continua a leggere “La scena operatoria: dolore e aspettative di vita dall’Ancien Régime a Gallucci”